BAMBINI (I)

14,00

Autore: GIOVANNA ZOBOLI, ENRICO PANTANI
Editore: INTERNO POESIA
Collana: INTERNO BETA
ISBN: 9788885583740
Pubblicazione: 21/04/2022

Disponibile (ordinabile)

COD: 9788885583740 Categorie: ,

Descrizione

Giovanna Zoboli torna in libreria con una raccolta poetica composta da una cinquantina di testi organizzati in tre sezioni, scritti in un arco di tempo che va dal 1999 al 2005, e dal 2011 a oggi.

Un’appassionante galleria di istantanee, frammenti che hanno per oggetto l’infanzia, tornati alla luce e portati a galla dal tempo. Sono ritratti, paesaggi e nature morte con bambini e bambine, in primo piano o sullo sfondo; incontri con l’infanzia e la sua fulminea presenza, ma anche, al tempo stesso, con la sua incoercibile distanza; frasi sottratte a dialoghi di adulti che parlano dei loro bambini; forme dei luoghi e dei modi del crescere; situazioni improvvisamente sovvertite da apparizioni infantili; rovesciamenti di senso provocati dalla scoperta di essere al mondo; brecce aperte nel cemento della cecità adulta; riflessioni sullo stato dell’esser piccoli; tentativi di misurazione di una condizione umana fra le più misteriose.

Le illustrazioni di Enrico Pantani che accompagnano i testi nascono da una ricerca dell’artista intorno all’immagine fotografica, alla memoria e ai soggetti infantili di cui una parte è confluita nel volume Sviluppi, edito nel 2021 da Skinnerboox.
I dipinti a olio di Pantani sono rielaborazioni di immagini fotografiche di famiglia di Giovanna Zoboli.

 

All’uscita di scuola, da come scendono le scale
e sul marciapiede si spintonano, gridano
diffidano l’uno dell’altro, guardano
le madri, le sorelle, i nonni, mangiano le merendine
trascinano gli zaini, meticolosamente attenti a non pestare
le righe con le scarpe – seri, contratti
agitati, il più delle volte solo tristi o
innaturalmente eccitati – i bambini si direbbero
tutti presi da qualche salvifica impresa
una fatica senza posa, intollerabile
come redimerci, scongiurare la catastrofe
saputo dell’apocalisse, prendersi tutta la colpa.

*

Sul sentiero il bambino indica
la fonte,
il ponte minuscolo di assi.
La pozza torbida, dice, è palude
e pronuncia la u
buia di mostri marini sotto la superficie.

In lui brilla il genius loci
antichissimo del bosco
che sa, che nomina.

Guarda, dice al papà
chiuso nel gps
cieco, che non sente
niente.